Logo de l'OEP
Logo de l'OEP

Il bilinguismo plasma la nostra concezione del tempo

Per esprimere la durata del tempo, lingue differenti ricorrono a rappresentazioni mentali diverse, basate sulla distanza o sul volume. Una barriera che le persone bilingui non avvertono

Se siete inglesi, quella dedicata al caffè sarà una pausa 'breve'. Se invece siete spagnoli, o italiani, definirete lo stesso intervallo come una 'piccola' pausa. Ciò che potrebbe sembrare un dettaglio non influente, nasconde una diversa concezione del tempo che, radicata nel linguaggio, influenza la nostra intera percezione.

A sostenerlo, uno studio pubblicato sul Journal of Experimental Psychology da Panos Athanasopoulos, professore di Linguistica all'Università di Lancaster, e il collega Emanuel Bylund dell'Università di Stoccolma basato su soggetti bilingui.

Il cervello dei bilingui è abituato a saltare rapidamente da un vocabolario all'altro, spesso inconsciamente, in un fenomeno chiamato "code-switching". Tuttavia, lingue diverse possono basarsi su punti di vista differenti che condizionano l'organizzazione di ciò che ci circonda. I ricercatori si sono perciò interrogati se la transizione da una lingua all'altra comporti in questi soggetti anche un cambio di prospettiva. I ricercatori si sono concentrati sulla diversa rappresentazione dello scorrere del tempo, sottoponendo alcuni volontari bilingui per lo svedese e lo spagnolo a una serie di esperimenti.

Continua su: Repubblica.it

Autore: Davide Michielin, 29 maggio 2017