Giulietta riceve ogni anno ben 4 mila lettere.
Quando si tratta della posta del cuore, è la prima persona che ci viene in mente: Giulietta, la metà inseparabile di Romeo, la più emblematica delle corrispondenti quando si vuol confessare a qualcuno i propri tormenti di cuore. Ménie Grégoire, Macha Béranger e altre confidenti riconosciute per le loro doti curative possono solo inchinarsi di fronte all’eroina della cronaca shakespeariana. Lei che fu vittima col suo Romeo della guerra familiare tra i Montecchi (la famiglia di Romeo) e i Capuleti (a cui apparteneva Giulietta) in una Verona rinascimentale.
Sono passati quattro secoli, eppure Giulietta continua ad essere fonte di ispirazione, contrariamente al suo amante quasi dimenticato al fermo posta. Ogni anno, più di 4 mila lettere sono spedite alla fanciulla. A volte l’indirizzo è estremamente spoglio: “Giulietta, Verona, Italia”. Ma le Poste italiane ne hanno viste di peggio da quando ha iniziato a consegnare questi frammenti confidenziali verso la città veneta.
Adolescenti. “Ci scrivono da tutto il mondo, ma soprattutto dalla Francia, dalla Germania e dagli Stati Uniti” afferma Helena Marchi, una delle dieci volontarie (otto donne e due uomini) che rispondono alla posta indirizzata a Giulietta. “Negli anni ‘30, c’era già qualcuno che lo faceva”, assicura lei, ma il dispositivo attuale di risposta epistolare è stato realizzato quindici anni fa su iniziativa dell’associazione “Club di Giulietta” e del comune di Verona. Sono soprattutto le donne a scrivere a Giulietta e, tra loro, le adolescenti, secondo quanto indicato dal “Club di Giulietta”. “In molte ci chiedono dei consigli. Non sanno come fare per dichiarare il loro amore, racconta Helena. Altre vogliono semplicemente renderci partecipi dei loro sentimenti, parlare delle loro gioie e dei loro dolori”. A volte le lettere sono accompagnate da un disegno, una poesia, una foto. Il “Club di Giulietta” dichiara di rispondere a tutte le lettere indirizzate all’amante di Verona in inglese, francese, italiano, giapponese e russo, ovvero le lingue parlate dai volontari. Helena scrive pertanto circa cinque lettere al giorno quando riesce a consacrare un po’ di tempo all’associazione. “Vengo qui tre giorni a settimana”.
“Con il cuore”. Ciascuna delle sue lettere è, secondo quanto ci riporta, personalizzata e scritta a mano ad inchiostro blu o nero. “Non c’è una risposta tipo. Dipende dalla mia ispirazione. Scrivo loro con il cuore”. Lo scambio di lettere indirizzate a Giulietta di Verona può quindi insediarsi nel tempo: a volte può succedere che degli amori finiscano bene e che delle abitudini si instaurino tra Giulietta e alcune delle sue corrispondenti. Le scrivono per raccontarle del proprio matrimonio, per annunciarle le nascite, il tutto con fotografie annesse. “Le persone ci ringraziano per ciò che facciamo per loro”, afferma Helena. Ci sono due date dell’anno in cui la cassetta della posta è particolarmente piena: a San Valentino, ovviamente, e a Natale.
Articolo redatto da J. Durand; traduzione dal francese a cura di Ylenia Vuotto, stagista presso l'OEP.
Fonte: A Vérone, Juliette aussirépond à toutes les missives – Libération (liberation.fr)
Cara Giulietta ti scrivo: e Verona risponde
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