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La Venere di Botticelli simbolo della campagna di promozione turistica in Italia: ma per lei, solo un’ondata di critiche

L’Italia ha speso 9 milioni di euro per la campagna “Open to meraviglia”.


Sin dal suo lancio, avvenuto giovedì 20 aprile 2023, la nuova campagna italiana di promozione turistica presentata dalla Venere di Botticelli come “influencer virtuale” ha subito una forte ondata di critiche, anche dal governo stesso. La campagna “Open to meraviglia” presenta una nuova versione della dea romana dell’amore che indossa vestiti alla moda di oggi, tra cui una minigonna, in posa di fronte a vari monumenti italiani. In mano, un cellulare o una fetta di pizza.

La campagna dal valore di 9 milioni di euro, lanciata dalla ministra del turismo Daniela Santanchè e dall’ente del turismo nazionale italiano ENIT, è stata attaccata dal sottosegretario alla cultura italiana nonché schietto critico d’arte Vittorio Sgarbi. Quest’ultimo ha dichiarato al giornale La Repubblica che “Giacché la Venere è nuda, sarebbe stato meglio vederla così, senza bisogno di travestirla in quel modo: è una roba da Ferragni" (riferendosi all’influencer Chiara Ferragni).  Il critico ha poi chiesto: "Open to meraviglia? Che roba è? Che lingua è? ".

Il giornale italiano Il Fatto Quotidiano ha poi comunicato, nel weekend successivo al lancio, che una scena nel video promo, in cui sono presenti dei giovani mentre sorseggiano del vino all’aperto, è stata girata in realtà in Slovenia, e proviene da una piattaforma di archivi video. Inoltre, un’azienda italiana di marketing ha subito individuato che la campagna Open to meraviglia non era stata registrata come dominio web per acquistare prontamente il nome di dominio.

Con il suo nickname su Instagram @venereitalia23, una Venere animata dichiara ai suoi follower: “Ho 30 anni… Ok, forse un pochino in più”. Lei stessa si introduce come “influencer virtuale” e afferma di “rappresentare l’Italia nel mondo”.

Open to meraviglia ha scatenato un turbinio di meme su internet, e le persone sui social hanno accusato la campagna di essere di cattivo gusto, imbarazzante e basata su vecchi stereotipi. Alcuni hanno anche sottolineato che un deputato appartenente al suo partito di destra, Fratelli d’Italia, abbia proposto di recente di dare sanzioni fino a 100 mila euro a tutte le entità italiane che utilizzano delle parole in inglese per delle comunicazioni ufficiali.

“I meme su internet mi hanno fatto ridere” ha commentato la Santanchè alla radio RTL 120.5 quel weekend. “Ho scelto consapevolmente la Venere di Botticelli in quanto icona conosciuta a livello mondiale e in quanto simbolo della nostra italianità”. La ministra ha reagito alle critiche della campagna specificando che i 9 milioni di euro rappresentano il costo totale, e includono quindi la promozione negli aeroporti e nelle città di tutto il mondo. La Santanchè ha voluto rispondere altresì a coloro che hanno criticato l’uso della pizza nella campagna di marketing. “Non capisco queste critiche, la pizza è famosa in tutto il mondo, fa parte della dieta mediterranea e della nostra cucina, ed è apprezzata, imitata e copiata in tutto il mondo. Forse è criticata da quei leggeri snob e radical chic che mangiano caviale e salmone”.


Traduzione dall'inglese a cura di Ylenia Vuotto, stagista presso l'OEP.

Fonte: Italy's virtual Venus tourism campaign faces wave of criticism (wantedinrome.com)