Ci-après la lettre que les associations de langues ont récemment envoyée aux ambassadeurs de France, Espagne, Autriche, Royaume Uni, Allemagne en Italie pour solliciter une intervention de leur part contre les décisions du ministre de l'Education en Italie qui sont toutes contraires aux indications européennes en faveur du plurilinguisme.
Alla cortese attenzione
Ambasciatore AUSTRIA, Via Pergolesi, 3 - 00198 Roma
Ambasciatore FRANCIA, Piazza Farnese, 67 - 00186 Roma
Ambasciatore GERMANIA, Via San Martino della Battaglia, 4 - 00185 Roma
Ambasciatore REGNO UNITO, Via XX Settembre, 80/A - 00100 Roma
Ambasciatore SPAGNA, Largo Fontanella Borghese, 19 - 00186 Roma
p.c
Österreich Institut Rom
V.le Giulio Cesare 47
00192 Roma
Bureau de Coopération Linguistique et Artistique
Via di Montoro, 4
00186 ROMA
Goethe-Institut Rom
via Savoia, 15
00198 Roma
British Council
Via Delle Quattro Fontane, 20
00184 Roma
Consejeria de Educación
Piazza Dell'Oro 3
00186 Roma
Oggetto: l'insegnamento delle lingue straniere nella scuola italiana.
Come associazioni professionali, attente alle vicende della scuola italiana, e impegnate nel miglioramento della qualità dell'istruzione nel nostro Paese, riteniamo importante portare alla vostra attenzione quanto sta succedendo, in questo delicatissimo e cruciale campo della vita nazionale.
Il governo italiano, senza alcun dibattito parlamentare, sta portando avanti una "riforma" della scuola che, avendo come reale obiettivo una sensibile riduzione di spesa, porterà ad una dequalificazione di tutto il sistema scolastico pubblico in Italia. In particolare, come associazioni di insegnanti di educazione linguistica, da sempre convinti sostenitori delle politiche europee a favore del plurilinguismo, riteniamo nostro dovere intervenire per far comprendere a tutti, anche ai non addetti ai lavori, che le scelte che si stanno compiendo distruggono l'apprendimento delle lingue nel nostro paese.
Tra le scelte che contestiamo, per gli effetti negativi che potrebbero avere, ci preme sottolineare le seguenti :
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l'insegnamento della sola lingua inglese, nella maggior parte delle scuole, dall'infanzia alla fine delle superiori (per ben 13 anni!), arrecherà grave danno per la formazione linguistica degli studenti, demotivati dall'esposizione ad una sola lingua straniera per un tempo così lungo, e procurerà un immotivato spreco di professionalità derivante dalla non utilizzazione di insegnanti qualificati di lingue diverse dall'inglese; il tempo potrebbe essere più utilmente e sensatamente dedicato all'apprendimento di una seconda lingua straniera, come previsto in tutti i documenti dell'Unione Europea in tema di multilinguismo;
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l'insegnamento della sola lingua inglese nella scuola primaria viene ridotto e affidato ad "un insegnante di classe opportunamente specializzato. Si dovrà prevedere, pertanto, un piano di formazione linguistica obbligatoria della durata di 150/200 ore attraverso l'utilizzo, come formatori, di docenti specializzati e di docenti di lingua della scuola secondaria di I grado" (cf. Schema di piano programmatico del MIUR di concerto con il Ministro dell'Economia e delle Finanze, di cui all'art. 64 del decreto legge 25/06/2008, n. 112, convertito dalla legge 06/08/2008, n. 133). L'insegnante di classe (il cosiddetto "maestro unico"), quindi, dovrà insegnare anche la lingua inglese. Sorprende leggere che per la formazione dei maestri impegnati nell'insegnamento della lingua inglese nella primaria si ipotizzi un corso di sole 150/200 ore, durante le quali le suddette figure professionali dovrebbero imparare la lingua inglese e come insegnarla a bambini dai 6 ai 10 anni; si tratta di una scelta che non darà che risultati disastrosi come già dichiarato anche da un'indagine del Consiglio d'Europa (cf. Profilo delle politiche educative per le lingue: il caso della Lombardia, MPI, Ufficio Scolastico Regionale per la Lombardia);
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la possibilità lasciata a discrezione delle famiglie di utilizzare le ore della seconda lingua comunitaria nella secondaria di primo grado per potenziare l'insegnamento della lingua inglese. Ovvero, con una scelta operata dalle famiglie, secondo cui si potrà studiare una sola lingua straniera (l'inglese) anche nella secondaria di primo grado;
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il progetto, contenuto nei quadri orari dei licei e degli istituti tecnici che stanno circolando in modo non ufficiale in rete, di lasciare la lingua inglese come unica lingua straniera nei licei italiani con l'eccezione del liceo linguistico (dove sono previste le tre lingue straniere) e del liceo musicale e coreutico (dove, accanto all'inglese, è prevista la seconda lingua comunitaria). Per quanto riguarda gli istituti tecnici, l'inglese è previsto in tutti gli indirizzi per tutta la durata degli studi, mentre la seconda lingua compare tra le "attività e insegnamenti facoltativi" per 66 ore all'anno. Le eccezioni riguardano il settore economico dove è previsto l'insegnamento di una seconda lingua e l'indirizzo turistico dove si prevedono anche una terza e quarta lingua, quest'ultima sempre tra le "attività e insegnamenti facoltativi";
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l'eliminazione di ogni forma di flessibilità oraria, che la Legge 53 consentiva in regime di opzionalità di 4 ore su 32, e che finirà per distruggere le sperimentazioni più qualificate: tra le altre, la sperimentazione linguistica allo scientifico.
Tutto questo in un quadro di interventi che mirano ad indebolire sempre più il sistema scolastico pubblico di questo Paese e che, lo ripetiamo, porteranno ad una generalizzata dequalificazione dell'offerta formativa dall'infanzia alle superiori. In particolare, per quanto riguarda le lingue straniere, continua ad essere disatteso il principio dell'apprendimento di due lingue oltre alla propria lungo tutto l'arco della vita.
Siamo certi di trovarvi attenti e sensibili al problema su esposto, in quanto un peggioramento dell'educazione alle lingue straniere nel nostro paese ci riguarda tutti in una comune dimensione europea. Vi offriamo quindi la nostra disponibilità ad intraprendere iniziative comuni per una politica linguistica davvero ispirata all'Europa, Europa che ha ancora recentemente adottato una nuova risoluzione relativa "à une stratégie européenne en faveur du multilinguisme" (Consiglio dell'Unione Europea, 21.11.2008).
Certi di poter contare sulla vostra collaborazione, restiamo a disposizione per un eventuale incontro.
Milano, dicembre 2008
Laura Stame
ADILT - Associazione Docenti Italiani Lingua Tedesca
Maria Luisa Jetti
AISPI SCUOLA - Associazione Ispanisti Italiani scuola
Fiorella Casciato
ANIF - Associazione Nazionale Insegnanti di Francese
Gianfranco Porcelli
ANILS - Associazione Nazionale degli Insegnanti di Lingue Straniere
Minardi Silvia
LEND - Lingua e Nuova Didattica
Marina Morbiducci
TESOL Italy - Teachers of English to Speakers of Other Languages