News.it, pubblicato il 26 gennaio 2013 da Diego Marani
Il ciclo di storia italiana in inglese che l’Istituto di cultura di Bruxelles terrà nelle prossime settimane a Bruxelles conferma una politica culturale che sorprende e preoccupa. L’istituto diretto da Federiga Bindi ha chiaramente adottato l’inglese come lingua di divulgazione della cultura italiana e di comunicazione con il suo pubblico belga. L’incongruenza è palese e basta il solo buon senso per accorgersene: immaginate il Goethe Institut di Roma che tiene un corso di cultura tedesca in inglese. Ma a questo punto la linea adottata da Federiga Bindi rivela un’assoluta mancanza di visione e di considerazione per la situazione linguistica del paese in cui vive e anche un’inquietante ignoranza della politica dell’Unione europea per il multilinguismo, sancita dal Consiglio europeo di Barcellona de 2002 e due comunicazioni della Commissione del 2004 e del 2008. >>>>>>>>>>>>>>>>>>