Imparare le lingue straniere grazie ai sottotitoli, è possibile?
9/09/2011, Laure Peskine, Associazione dei professori di Lingue moderne
Nel quadro della politica per il multilinguismo, la Commissione europea ha promosso uno studio che ha come obiettivo quello di analizzare il potenziale dei sottotitoli per incoraggiare l'apprendimento e migliorare la padronanza delle lingue.
Un campione di 6000 individui e 5000 studenti universitari residenti in 33 paesi diversi (dell'Unione Europea, ma anche Islanda, Norvegia, Liechtenstein, Svizzera, Croazia e Turchia) sono stati intervistati sulle loro competenze linguistiche, le loro abitudini come spettatori e le loro preferenze in materia di doppiaggio e sottotitolaggio.
Secondo quest'indagine, i sottotitoli non solo contribuiscono al miglioramento delle competenze nelle lingue straniere, ma permettono anche di sensibilizzare e stimolare l'apprendimento delle lingue, in contesti formali e informali, contribuendo in questo modo alla creazione di un ambiente favorevole al multilinguismo.
Per quanto riguarda le competenze linguistiche, nei paesi abituati ad usare i sottotitoli il livello di conoscenza delle lingue straniere (e dell'inglese in particolare) si avvicina molto a quello della lingua materna, mentre nei paesi abituati a doppiare la maggior parte degli intervistati dichiara di non superare il livello 3 su una scala di 5.
Il sottotitolaggio ha un buon potenziale anche nel contesto educativo, poiché ha la capacità di ridurre l'ansia provocata dall'apprendimento di una lingua straniera. Può inoltre funzionare come un utile supporto, nella sua versione intralinguistica, per facilitare agli immigrati l'apprendimento della lingua del paese di accoglienza. Lo studio chiede alla Commissione europea di iniziare un processo di dialogo con gli insegnanti, i ricercatori e i professionisti dei media, per definire delle possibili azioni che diffondano maggiormente io sottotitolaggio. Viene chiesto inoltre di incoraggiare la creazione di reti di insegnanti di lingue su scala europea per condividere queste pratiche e lanciare allo stesso tempo uno studio sulle politiche già esistenti, non solo nelle scuole e nelle università, ma anche nei media.
I media potrebbero avere un ruolo importante in questo campo, motivo per cui la ricerca chiede di incoraggiare i professionisti dei media a creare e/o rendere disponibile i sottotitoli di film europei di qualità, soprattutto quelli che provengono da paesi con un territorio linguistico ristretto.
Al cinema, il sottotitolaggio è la pratica più diffusa in Europa (riguarda 28 paesi, 26 più 2 regioni all'interno di 2 paesi), mentre doppiaggio viene usato in misura diversa, a seconda dei paesi. In Francia esiste la doppia versione: la maggior parte dei film stranieri, europei o americani che siano, esce con un certo numero di copie in versione sottotitolata e un'altro numero di copie in versione doppiata [...].
Per quanto riguarda la televisione, invece, il doppiaggio è la pratica dominante in 11 paesi, tra cui la Francia.
Sul sito dell'Agenzia esecutiva Educazione, audiovisivo e cultura, è possibile scaricare l'intero rapporto: "Il potenziale del sottotitolaggio per incoraggiare l'apprendimento e migliorare la padronanza delle lingue"
Traduzione: Isabella Mancini
Articolo originale: http://www.aplv-languesmodernes.org/spip.php?article4023